Questo progetto è nato per dare spazio attraverso mini racconti a persone e gruppi su cui la in generale si hanno dei pregiudizi senza conoscere veramente la situazione e la bellezza che queste persone nascondono.
Sarà un progetto in aggiornamento continuo e a lungo termine in cui man mano darò spazio sempre a nuovi soggetti.

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Questa è Giulia e da un anno è una donna.
Dall'età di 16 ha iniziato a sentirsi diverso, ha iniziato a sentirsi stretto nel suo corpo.
Dopo un anno di riflessioni su chi fosse realmente ha deciso di rivelare la sua vera identità ai genitori ed al fratello. A differenza di molti altri transgender ha trovato un rifugio ed un sostegno nella sua famiglia.
In Italia sono circa 50mila i transgender ,di età compresa tra i 18 e i 65, ma sono in pochi ad avere un supporto morale e infatti circa il 10% di loro vive prostituendosi.
La storia di Giulia e si una storia di sforzi e sofferenze ma anche di tante soddisfazioni personali.
Il suo cambiamento fisico è iniziato ai 19 anni con l'inizio della terapia ormonale che prevede l'assunzione di 3 pastiglie di estrogeni e 2 di anti androgeni al giorno. Gli effetti collaterali non hanno esitato a presentarsi fin da subito come sbalzi d'umore ed aumenti di temperatura. Ora Giulia è in attesa di fare la vaginoplastica a Trieste pagando 10'000 euro.
Lo stato italiano fornisce supporto economico e psicologico ai transgender italiani attraverso i centri specializzati in dismorfobie di genere. Le pillole, i medici, gli psicologi e l'operazione sono a carico dello stato che ha stanziato 60 milioni di euro in vari progetti di supporto.
Nonostante il supporto dei parenti e degli amici la transizione non è facile, oltre a dover superare un secondo sviluppo bisogna scavalcare diversi ostacoli psicologici : il relazionarsi con un corpo nuovo e con gli altri, le ansie e i complessi fisici ed in molti casi depressione provocata in parte anche dagli ormoni.
L’Italia, insieme all’Ungheria, è il paese dove le persone transgender si sentono più discriminate. A rilevarlo è una nuova relazione, pubblicata dalla FRA (Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali), che riporta i risultati di un sondaggio condotto in tutta l’Ue. Infatti, ben l’81% degli intervistati ha dichiarato di sentire la discriminazione per il fatto di essere transgender molto forte nel nostro paese, rispetto a una media europea del 59%.
Questo non è il caso di Giulia anche se alcuni esempi sono capitati anche a lei.
Alcune persone incontrate nella sua vita dopo aver scoperto la sua storia hanno cambiato atteggiamento nei suoi confronti.
"Il dramma dei transessuali diventa tale solo perché così viene visto dal contesto sociale, che costruisce il suo edificio di esclusione sui tre pilastri della paura, della sicurezza e del decoro, distruggendo il concetto di accoglienza"
In Italia esistono anche onlus come il Mit e CIDIGeM(Torino) che cercano di facilitare il percorso a chi sente l esigenza di cambiare.
Oggi Giulia è una bellissima ragazza e spero che come me anche voi le auguriate tutto il bene.
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