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Le spalle di chi ci protegge ogni giorno. Le spalle del Comandante Pierluigi Bogliacino che mi ha gentilmente accolto nella caserma di Chivasso e mi ha dato l’occasione di conoscere meglio la vita in caserma e le attività svolte dalle forze dell’arma italiana.

Nel nostro paese in media ogni anno vengono commessi quasi 3 milioni di crimini che vanno dai casi più leggeri di furto ai casi più complicati di omicidio. La responsabilità di tutelare le vittime, di difenderci ogni giorno da questo enorme ammontare di crimini è affidata quotidianamente alle forze dell’arma che in totale contano 5 comandi interregionali, 18 comandi di legione, 102 comandi provinciali, 12 comandi di gruppo, 5 reparti territoriali, 527 comandi di compagnie, 67 tenenze, 2 nuclei e comandi CC e 4574 stazioni.
Territorialmente le stazioni dei carabinieri sono chiamate a gestire uno o più comuni e tutti i tipi di crimini o minacce all’ordine pubblico che si possono venire a creare; nel caso del presidio di Chivasso, il comandante Pierluigi deve gestire, insieme a soli 170 uomini, un territorio che comprende 32 comuni alle porte di Torino. In ogni comune è presente un presidio territoriale che fa riferimento alla caserma di Chivasso.
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All’interno della caserma di Chivasso si trovano vari reparti : il nucleo operativo che si occupa di tutti i tipi di reati, il nucleo radio mobile comunemente soprannominato “gazzelle”, che sono in turno sulle 24 ore distanziate sul territorio ed un piccolo team di scientifica.
Nelle città italiane più grosse, come Torino, ci sono organi che hanno competenza su tutta la provincia e che in caso di reati gravi si attivano per dare supporto ai presidi territoriali più piccoli.
I reparti che si occupano di crimini specifici come reati informatici o crimini legati alla droga sono composti da personale specializzato tenuto a frequentare continui corsi di aggiornamento.
I vari reparti non sono separati come si può pensare ma collaborano costantemente perché molte volte i crimini sono connessi tra loro e le procedure di investigazione alla base sono molto simili.
I singoli presidi hanno rapporti costanti con le autorità politiche, gli ospedali, la polizia municipale e anche i privati con i quali collaborano costantemente.
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Dal punto di vista del percorso formativo non è semplice entrare nelle forze dell’ordine. Nel nostro paese oltre al diploma di scuola superiore bisogna frequentare una delle scuole di formazione per il personale dell’arma.
La durata dei corsi varia a seconda del profilo di impiego: 1 anno accademico per i carabinieri, 3 anni per i sottufficiali(marescialli) e 5 per gli ufficiali(da sottotenente a generale). Sono poi previsti concorsi interni per il passaggio da una categoria all’altra con specifici corsi di durata diversa. Tutto il personale svolge periodi di tirocinio ai reparti e frequenta corsi di specializzazione o abilitazione necessari per svolgere determinate funzioni.
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